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Racconti di Viaggio in autostop

esperienze in autostop

A tutti i soci, a fine viaggio viene inviata un e-mail, con la richiesta di inserire il loro commento on-line

Qui, guidatori e passeggeri raccontano la loro esperienza e la loro opinione sul nostro servizio... (Pag. 1)

Username: Veronica e il parcheggiatore
Data Viaggio : 02/09/2009
città di partenza e arrivo : Milano città
La mia esperienza:
Ieri, lunedì, era il mio terzo giorno di patente, presa finalmente alla verde età di 28 anni dopo due bocciature ai test e due, dico-altre-due-volte all'esame di guida. Avrò speso almeno mille euri in lezioni di guida con l'istruttore che canticchiava "Veronica, il primo amor di tutta via Canonica...." bastardo! ma mi aveva mai detto che il vero problema della guida è che la città è sempre un casino e che non trovi mai un maledetto parcheggio! Beh ieri in Famagosta ho anche preso su il mio primo autostoppista. Che figo, mani e spalle da lottatore, vita di vespa, jeans attillati, pizzetto, abbronzato. Mmmmh. Non mi ha neanche guardata, quasi (sigh!) e mi ha solo chiesto se andavo dalle parti di piazzale Cuoco. Io c'ho l'ufficio in via Ennio, che è proprio da quelle parti e così l'ho portato. Cavargli due parole è stata dura e si è smollato solo quando gli ho detto di essere una neo-neo-neopatentata. Sembrava nervoso e ha cominciato a darmi consigli, occhio al pedone, metti la terza non senti che sei troppo su di giri? ehi ehi è giallo, frena,....che due palle!). L'ho lasciato al bar di piazza Insubria e mi sono messa a cercare un parcheggio. Ho fatto due volte il giro della piazza e finalmente ho trovato un buco dove ficcarmi. Ci ho provato quattro volte, sempre più incazzata per quelli che mi suonano da dietro e quelli che passano comunque anche se ti devono venire addosso. E poi erano già le nove e un quarto e il capo, in ufficio, già me lo sentivo a sfottere e a dirmi che stasera mi accompagna a casa lui così facciamo un po' di conoscenza e magari domattina arriviamo in orario..... Al quinto tentativo, col trucco che mi si scioglie sugli occhi, mi ero quasi arresa quando toch toch, mi bussano al finestrino. é lui,quello dell'autostop. Scendi, mi fa, te la parcheggio io. Una manovra sola, meno di un minuto, sembrava che lo spazio si fosse allargato! Chissà come ha fatto? Freno a mano, marcia innestata, motore spento, luci spente, tutto come da manuale. E'sceso, mi ha dato la chiave e m'ha fatto l'occhiolino. Aurelio, mi fa, se vuoi ti do il mio cell così se qualche volta non riesci a parcheggiare… L'ho preso e magari oggi pomeriggio gli telefono, che ne dite? Ciao a tutti, Veronica.


Username: La colossale pancia dell'Ingenier B
Data Viaggio : 27/08/2009
città di partenza e arrivo : Milano-Monaco D - Milano
La mia esperienza:
Ehilà! Ben due pregiudizi da sfatare, anzi ... tre: chi l'ha detto che i tedeschi sono per forza i migliori nella meccanica di precisione? chi l'ha detto che se fai l'autostop devi per forza avere una sacco di tempo da perdere? Il terzo è il più bello ma ve lo dico dopo.... Dunque, avevo deciso di andare all'università di Monaco per fare un po' di pubblicità alle mie traduzioni di giovani autori italiani ma i treni tedeschi costano un occhio e la mia micro-Micra stà tirando gli ultimi. Che fare? Ho provato con l'autostop organizzato e mi è capitato giusto giusto un tale ingenier B. (il nome non ve lo dico, per via della privacy) che offre un passaggio proprio per Monaco, mercoledì, partenza alle cinque del mattino e rientro lo stesso giorno! Incredibile. Gli telefono, anche per capire un po' di più di lui (modestamente sono ancora una bella bocconcina e, non si sa mai ... tra i boschi del Brennero e i boschetti della Baviera qualche timore mi resta a mettermi in macchina del primo venuto. Risponde una voce anzianotta, un po' ansimante ma rassicurante e paterna. Mi spiega che deve andare a consegnare un prototipo di bilancia analitica (che cos'è?) perchè la sua milanesissima ditta ha vinto un appalto europeo nientemeno che alla Bayer, fregando la concorrenza dei tedeschi sia per il prezzo che per la qualità. Tiè! In culo alla celeberrima meccanica teutonica! Ci mettiamo daccordo e mi faccio trovare alle cinque meno un quarto in Piazza 5 giornate (fino lì son sicura che mia micro-Micra ce la fà ancora). Si presenta una specie di Falstaff sui centoottanta chili, alto quasi due metri su un Cajenne altrettanto grosso e rassicurante (almeno lui) e partiamo subito. Ing-B è sulla sessantina, pelato e occhialuto. Sembra avere però spirito e mente molto più giovani e agili, guida come un poliziotto all'inseguimento, parla, ride, scherza, mi dice di star tranquilla che tanto, se volesse, mi mangerebbe in un boccone ma "lou l'è propi on bon'omm e gh'è propri de fidass", mi sfotte perchè io, terrorizzata, me ne stò incastrata nel sedile e sogno una cintura di sicurezza supplementare. Raccomando al Signore gli ABS, i freni e gli air-bag (quelli della macchina, i miei li nascondo per quel che posso...) ma tutto fila perfettamente e arriviamo a Verona che è appena l'alba e quasi non me n'ero accorta. Comincio a rilassarmi e a chiacchierare anch'io, dei libri dei miei ragazzi, dei miei viaggi, di mia figlia a casa di mia madre. Lui racconta della fabbrica, dei colleghi e soprattutto le colleghe e chissà perchè cominciamo a parlare in tedesco, Hoch-deutsch per me (sono un'insegnante, non posso scendere dal mio piedistallo...) lui un dialetto pieno di "c" e di suoni chiusi, credo sia svevo, perchè da giovane aveva lavorato lì per un po' di anni. Ci crederete se vi dico che eravamo alla Muenchen-Messe alle undici meno un quarto? Lui era arrivato. Ho presò il Metrò e sono andata a fare il mio giro alle facoltà di lettere, storia contemporanea, psicologia, sociologia, insomma tutte quelle che son riuscito a raggiungere. Alle sei ero di nuovo in Fiera, con le gambe dolenti e in pancia solo un panino e una Coca ma vabbè... Partiamo. Ing-B è contento come una Pasqua e ancora più ciarliero che stamattina. Decide di fare il giro da Basilea perchè vuole fermarsi in una Gaststaette che vuol farmi conoscere a tutti i costi. (fermatevi che merita : http://marche.moevenpick.com/ ) Arriviamo verso le dieci (credo che siamo andati a 180 di media!) e lui preleva porzioni pantagrueliche, di tutto quello che c'è, compresi i piatti indiani e una mezza salsiccia calabrese. Beve tre bottiglie di birra (66 x 3 = 2 litri!) e altri due litri d'acqua gasata Intanto mi racconta la faccia che facevano i suoi clienti e, soprattutto, i suoi concorrenti, oggi, in fiera. E' contento come un bambino, un colossale bambino! Ripartiamo. Io sonnecchio e mi lascio sballottare dalla macchina mentre a dar man forte al suo diluvio di parole scoppia un temporale di quelli memorabili, che non si vedeva a un metro davanti al parabrezza. Lui ancora più contento mi spiega che con la pioggia l'autovelox non riesce a fotografare la targa e giù di pedale, 210 all'ora in culo all'efficientissima polizia svizzera! L'abbiamo fatta franca e, non c'avrei scommesso, abbiamo portato a casa la pelle. Alle tre e mezza ero di nuovo alla mia "micro-Micra". Quanto le devo? gli faccio e lui: "lassen Sie in Ruhe, liebe Frau, lassa stà, tant paghen i todesch!" e se ne va con l'ennesima sgommata. Torno a casa e stramazzo sul divano, sfinita. Milano-Monaco-Milano in meno di 24 ore in autostop! Mi addormento vestita e sogno la pioggia, infinite righe bianche che sfuggono sotto la macchina e tante, tante, tante chiacchiere ma soprattutto, davanti a tutto, l'enorme pancia dell'Ingenier B. L'autostop organizzato? Ve lo consiglio, è sempre un bell'andare! Ciao a tutti, Manuela.


Username: Incontri ravvicinati di terzo tipo in tangenziale
Data Viaggio : 14/08/09
città di partenza e arrivo : Lago di Lecco - Cuneo
La mia esperienza:
Stamattina sono uscito presto, il furgone era già carico da ieri sera e non volevo trovar qualche sorpresa per la mia consegna. Devo andare giù fino a Saluzzo, sulle colline di Cuneo e con un po’ di fortuna mi piacerebbe tornare a casa alle due o alle tre del pomeriggio. Però devo passare da Famagosta, a prendere su un collega…. Speriamo in bene. Se parto subito ce la faccio. A Colico, in zona industriale alle sei e mezza c’è già un bel movimento anche con la crisi e con metà degli operai in cassa integrazione. TIR giganti in manovra, muletti che caricano containers allineati, un bel casino, insomma, ma tutto fila liscio e nessuno si agita più del necessario. Mi avvicino al furgone e c’è un riccio che cerca di arrampicarsi sulla mia ruota davanti. Non ci riesce ma insiste, rotola due volte, si chiude a palla ma poi si riapre e ci riprova. Sembra proprio che voglia un passaggio, forse ha saputo anche lui che io gli autostoppisti li prendo su tutti ma proprio tutti! E poi se lo lascio lì non riuscirà neanche a attraversare il piazzale. Detto fatto lo prendo su e…ho subito trovato anche il nome da dargli: Spillo! Più che appropriato, provare per credere. Trovo una scatola di cartone e lo metto sul sedile di fianco a me. Lo porterò nei boschi di laggiù e così sarà un porcospino che ha girato il mondo! Parto e, neanche un’ora …. eccomi in coda dalle parti di Monza, a passo d’uomo o anche di meno. All’altezza di Villa Reale ci sono due ragazzi con due enormi zaini e un cartello “Genova” scritto mano. Li prendo su, ovvio, prendo sempre tutti, solo che stavolta devono occuparsi loro di Spillo perché io ho solo due posti (oltre al mio) e il porcospino certo non lo lascio giù. Se lo tengono sulle ginocchia e cominciano a giocarci, gli danno anche un biscotto che lui evidentemente apprezza! Certo né lui né loro si aspettano un simile incontro! Intanto io, piaaano, sempre più piano, mi metto in coda per la tangenziale e prendo per la ovest. I ragazzi giocano e ridono, parlano una strana lingua che non riesco a riconoscere. Poi viene fuori che sono cechi (ci vedono benissimo, cos’avete capito? Sono della Czekia!). Pare che da quelle non parli né tedesco, né russo, né ungherese e così ce la caviamo con il loro buon inglese e il mio (pessimo). Vent’anni uno, vent’uno l’altro, si chiamano tutti e due Peter e sono quasi identici: pallidi, quattro peli di barba spelacchiata (io ho una barba “filosofale” da far invidia a Giuseppe Verdi e me ne vanto!), stesse scarpe da trakking, stessi pantaloni sdruciti, stessa maglietta bianca pulita ma non troppo. Sembrano gemelli ma non lo sono. Vanno a Nizza dove uno dei due ha trovato un posto in un’industria di surgelati e…ha deciso di cedere metà del suo lavoro all’amico: lavoreranno in due con uno stipendio solo! Che meraviglia l’amicizia. Intanto è passata un’ora e la tangenziale ovest ancora neanche si vede: un muro di camion e due strisce infinite di macchine ognuna, rigorosamente, con a bordo solo quello che guida… Mi sa che oggi, chissà quale casino c’è davanti, batto il mio record negativo di velocità. Certo, dico, quando si va così piano dovrebbero restituirci i punti della patente che ci tolgono quando andiamo troppo forte! Chissà che qualche politico non raccolga la proposta, prenderebbe un sacco di voti e il mio di sicuro! Ma i ragazzi scherzano e anche Spillo sembra contento e così sono contento anch’io. Alla fine ce l’abbiamo fatta: all’alba delle nove e quarantacinque li ho lasciati a Famagosta, ho preso su il mio socio e via. Difficile solo il momento dell’addio…al porcospino: quasi quasi ci scappava una lacrima! Lui però era tranquillo, si è appallottolato il un angolo e lì è rimasto finchè non l’ho liberato nel bosco, tre ore e duecento chilometri più in là. Chissà se ci rivedremo mai, coi ragazzi dico, ma anche con Spillo il porcospino…. Ciao a tutti, io vado su e giù da Colico a Milano almeno due volte alla settimana. Chi vuole un passaggio mi chiami (porcospini compresi!) USER Nester


Username: Il generale e la pianista
Data Viaggio : 26/07/2009
città di partenza e arrivo : Milano-Piacenza
La mia esperienza:
Negli anni ho preso su tanta gente in autostop e gente davvero di tutti i colori ma questa volta proprio non me l'aspettavo. Al bivio di Pianello,verso Castello e Milano, sulla strada che faccio quasi tutti i giorni c'era un tale molto speciale che chiedeva un passaggio, l'ho visto bene, prima, perchè prima dell'incrocio c'è un bel rettilineo: camicia bianca a maniche corte, calzoni corti, asciutto, un po' impettito, sui sessant'anni, capelli grigi, corti, ben rasato, abbronzato, con un che di signorile ma senza nessuna affettazione. Decido al volo, mi fermo e lo prendo su, (daltronde prendo su sempre tutti perchè questo qui no?). Piacenza, mi dice, bene, dico io, sto andando proprio lì. Comincio come al solito a far domande: Piacenza dove? da dove viene? Come si chiama? Io Maurizio, piacere. Gli offro una sigaretta ma la rifiuta, cortese ma fermo. Oddio, dico io, però a me mi lascia fumare! Ok, ok dice, niciu problema! Niciu problema? Ma di dov'è lei?. Facciamo un po' di fatica a intenderci ma poi con un po' di tedesco e un po' di inglese alla fine salta fuori salta fuori che è niente di meno che un generale dell'esercito romeno! A Pianello ad accompagnare la moglie al concorso internazionale di pianoforte, che c'è ogni anno di questi tempi su alla Rocca d'Olgiso e che deve tornare a Piacenza a cercare un albergo ma ha avuto un guasto alla macchina (niente di strano con le macchine romenne! siete mai stati da quelle parti? ci sono più meccanici e gommisti che panettieri!). Albergo? kakkio è un'occasione da prendere al volo! Sto giusto aprendo il mio bed&breakfast e glielo propongo senza pensarci due volte. Se vuole può venire da noi, che siamo a tre chilometri dalla Rocca e abbiamo un vecchio, meraviglioso mulino ad acqua con quindici stanze da letto.... Lui chiama subito la moglie al telefono, io chiamo la Giovanna per chiedere la disponibilità e, detto fatto, giro il furgone e lo riporto a casa mia per fargli vedere le stanze. Si convince subito, un po' per il prezzo e un po' per la distanza ma soprattutto perchè in casa ho un vecchio, splendido pianoforte perfettamente acordato, verticale certo, ma un vbero gioiello, nel suo genere: un Ramback di Berlino del 1925 con l'arpa di ghisa e un suono brillante come ce n'è pochi. Lui ha richiamato la moglie e glielo ha fatto sentire al telefono: lei si è decisa al volo e così siamo andati a prenderla in stazione e per quattro giorni abbiamo avuto la casa piena di musica mentre io e il generale un po' a curare il giardino, un po' nel mio studio con gli scacchi (è quasi imbattibile ma due o tre volte ho vinto anch'io...) e un buon bicchiere di brandy a chiacchierare di politica internazionale, di calcio e di strategia. Siamo persino andati sul Trebbia e lui mi ha descritto "sul campo" la prima battaglia di Annibale contro i romani. Dulcis in fundus: la signora è arrivata seconda al concorso e era felice come una pasqua. Ieri se ne sono andati, ma, promesso, l'anno prossimo son di nuovo qui da noi! Mai dato un passaggio tanto redditizio, sia per i soldi che per l'amicizia che siamo riusciti a instaurare! meditate gente, l'autostop vale sempre la pena! Maurizio, "pendolare" sulla strada della valtidone quasi tutti i giorni. Chi vuole un passaggio si faccia avanti, è gratis! Ma questa volta proprio non me l'aspettavo. Al bivio di Pianello,verso Castello e Milano, sulla strada che faccio quasi tutti i giorni c'era un tale molto speciale che chiedeva un passaggio, l'ho visto bene, prima, perché prima dell'incrocio c'è un bel rettilineo: camicia bianca a maniche corte, calzoni corti, asciutto, un po' impettito, sui sessant'anni, capelli grigi, corti, ben rasato, abbronzato, con un che di signorile ma senza nessuna affettazione. Decido al volo, mi fermo e lo prendo su, (d'altronde prendo su sempre tutti perché questo qui no?). Piacenza, mi dice, bene, dico io, sto andando proprio lì. Comincio come al solito a far domande: Piacenza dove? Da dove viene? Come si chiama? Io Maurizio, piacere. Gli offro una sigaretta ma la rifiuta, cortese ma fermo. Oddio, dico io, però a me mi lascia fumare! Ok, ok dice, niciu problema! Niciu problema? Ma di dov'è lei?. Facciamo un po' di fatica a intenderci ma poi con un po' di tedesco e un po' di inglese alla fine salta fuori salta fuori che è niente di meno che un generale dell'esercito romeno! A Pianello ad accompagnare la moglie al concorso internazionale di pianoforte, che c'è ogni anno di questi tempi su alla Rocca d'Olgiso e che deve tornare a Piacenza a cercare un albergo ma ha avuto un guasto alla macchina (niente di strano con le macchine romenne! Siete mai stati da quelle parti? Ci sono più meccanici e gommisti che panettieri!). Albergo? Kakkio è un'occasione da prendere al volo! Sto giusto aprendo il mio bed&breakfast e glielo propongo senza pensarci due volte. Se vuole può venire da noi, che siamo a tre chilometri dalla Rocca e abbiamo un vecchio, meraviglioso mulino ad acqua con quindici stanze da letto…. Lui chiama subito la moglie al telefono, io chiamo la Giovanna per chiedere la disponibilità e, detto fatto, giro il furgone e lo riporto a casa mia per fargli vedere le stanze. Si convince subito, un po' per il prezzo e un po' per la distanza ma soprattutto perché in casa ho un vecchio, splendido pianoforte perfettamente acordato, verticale certo, ma un vbero gioiello, nel suo genere: un Ramback di Berlino del 1925 con l'arpa di ghisa e un suono brillante come ce n'è pochi. Lui ha richiamato la moglie e glielo ha fatto sentire al telefono: lei si è decisa al volo e così siamo andati a prenderla in stazione e per quattro giorni abbiamo avuto la casa piena di musica mentre io e il generale un po' a curare il giardino, un po' nel mio studio con gli scacchi (è quasi imbattibile ma due o tre volte ho vinto anch'io…) e un buon bicchiere di brandy a chiacchierare di politica internazionale, di calcio e di strategia. Siamo persino andati sul Trebbia e lui mi ha descritto "sul campo" la prima battaglia di Annibale contro i romani. Dulcis in fundus: la signora è arrivata seconda al concorso e era felice come una pasqua. Ieri se ne sono andati, ma, promesso, l'anno prossimo son di nuovo qui da noi! Mai dato un passaggio tanto redditizio, sia per i soldi che per l'amicizia che siamo riusciti a instaurare! Meditate gente, l'autostop vale sempre la pena! Maurizio, "pendolare" sulla strada della valtidone quasi tutti i giorni. Chi vuole un passaggio si faccia avanti, è gratis!


Username: margh
Data Viaggio : 26/03/2008
città di partenza e arrivo : Castel San Giovanni
La mia esperienza:
é il modo migliore di viaggiare per tutti i pendolari



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